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TEST DI VALUTAZIONE FUNZIONALE CICLISMO

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Nel ciclismo, come in tutti gli sport, è di fondamentale importanza eseguire dei test di valutazione funzionale per verificare lo stato di forma oppure per valutare i miglioramenti ricavati dagli allenamenti svolti. Tramite i test di valutazione è anche possibile capire quali siano i punti deboli e i punti forti dell’atleta. Qui sotto sono elencati i test più utilizzati nel ciclismo per valutare diverse capacità:

– TEST INCREMENTALE (test di soglia anaerobica): L'obiettivo di questo test è quello di determinare indirettamente la soglia anaerobica,
un'intensità (in Frequenza Cardiaca e in Potenza) al di sopra della quale vi è un accumulo della concentrazione di acido lattico che comporta un indolenzimento del muscolo, una sorta di segnale di affaticamento muscolare sempre più intenso fino a risultare insopportabile costringendo l'atleta a diminuire l'intensità dell'esercizio. Si tratta di un parametro molto importante per impostare al meglio l'allenamento che permette anche di conoscere tuti gli altri personali ritmi d'allenamento (Fondo Lento, Fondo Lungo, Fondo Medio, Fondo Veloce, Intensità di Soglia, VAM e Intensità Massimale) con i quali è possibile avere una più precisa suddivisione dei carichi di lavoro senza incorrere in rischi come l'Overtraining (sovrallenamento) che può compromettere l'andamento dell'intera stagione. Il protocollo di questo test consiste nell’aumentare a intervalli regolari il wattaggio (10 - 15 - 20 Watt al minuto a seconda del livello) sino all'esaurimento dell’atleta con un durata complessiva che si aggira intorno i 10-15 minuti; i parametri rilevati sono la frequenza cardiaca e il Wattaggio; infatti dallo studio dei valori massimali raggiunti e dalla relazione delle due variabili è possibile individuare indirettamente la soglia anaerobica dell'atleta. Il Test incrementale massimale rappresenta quindi un valido metodo per capire come impostare al meglio l'allenamento e per valutare l'andamento dello stato di forma attraverso l'esecuzione del test più volte nell'arco della stagione.

– TEST CADENZA/POTENZA Il test è utilizzato per descrivere la relazione “potenza-frequenza di pedalata”, da cui è possibile ricavare la massima potenza erogabile dal ciclista e la frequenza di pedalata corrispondente. Inoltre è possibile stimare le espressioni di forza dell’atleta. Dopo un adeguato riscaldamento il protocollo prevede 5 prove massimali della durata di 5- 8”, con 3’ di recupero tra una prova e l’altra, utilizzando rapporti di diversa lunghezza, quali ad esempio il 53:12-15-17 e 39:15-19 ( o diverse frequenze di pedalata, indicativamente 70- 90-110-130-150 rpm, se si usa un ergometro in funzione isocinetica). Chiaramente nel caso si utilizzino diversi rapporti e si volessero confrontare le curve di due differenti test sarà necessario standardizzare i picchi di rpm, calcolando i watt, prima di confrontarli.Durante il test viene chiesto al soggetto di esprimere il massimo sforzo, ovvero erogare la massima potenza meccanica possibile, rimanendo seduto.

– TEST WINGATE Il Test Wingate fu proposto nel 1974 da Ayalon et al. che hanno ripreso e modificato il lavoro originale di Cumning del 1973. È il più diffuso tra i test per valutare la funzionalità del metabolismo anaerobico lattacido del soggetto. Il Test Wingate consiste nell'eseguire su cicloergometro una prova massimale della durata di 30 secondi contro una specifica resistenza in base alle caratteristiche dell'atleta e allo strumento utilizzato. Con questo test posso rilevare il picco di potenza massima che viene raggiunta nei primi 5 secondi della prova, la potenza media espressa nell'arco dei 30 secondi e il decadimento del valore di picco della potenza a quello che si esprime al termine della prova.

– TEST CRITICAL POWER
Il CP test è un test da campo che si effettua su strada con il misuratore di potenza, ma si può effettuare anche in laboratorio. E' un test che richiede un elevato impegno psicofisico dell'atleta in quanto il protocollo richiede una serie di prove massimali di diversa durata (10", 30", 1', 5', 20'). Dall'analisi delle varie prove è possibile individuare una curva che mette in relazione la massima potenza erogabile per diversi tempi potendo così valutare lo stato di forma dell'atleta, individuare i ritmi di allenamento e stimare la potenza critica dei 30" e/o dell'ora (dato molto utile per atleti che affrontanon gare a cronometro).

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